Artrite, artrosi, avvelenamento (sintomi di), usura della cartilagine, chemioterapia (dopo), colesterolo, depurazione, dermatosi, disintossicazione, eczema, disturbi epatici, fegato ipertrofico, gotta, poliartrite, psoriasi, reuma, reumatismi muscolari, depurazione del sangue, mal di schiena, sciatica ...

Composizione :
100% Harpagophytum procumbens radix - 540mg/capsula
Parte utilizzata :
Radici
Gli indigeni del Sudafrica conoscono la pianta da lungo tempo utiliz-zandola contro malattie reumatiche ed in caso di disturbi gastro-intestinali. Le principali sostanze contenute sono: arpagide, arpagoside, procumbide, una miscela di fitosterina, tripertene, flavonoidi, acidi grassi insaturi, acido di cannella ed acido clorogeno. Si sono ottenuti grandi successi con arpagofito che è in grado di sciogliere le congestioni epatiche, di stimolare la cistifellea ed il pancreas. Si constatò inoltre che le persone con fegato sano si ammalano molto più raramente di cancro, essendo l’organismo depurato in modo ot-timale dalle tossine. Sotto forma di capsule l’arpagofito non è di gusto amaro ed è quindi facile sottoporsi ad una cura per un intero mese. L’arpa-gofito è inoltre in grado di ricostituire la sostanza cartilaginea ed ha pertanto effetto lenitivo in caso di ischialgie, è un balsamo per le articolazioni e riduce il tasso di colesterolo. E’ sufficiente una cura 2-3 volte l’anno. In questo modo non si giunge ad una iperirritazione del fegato. Successivamente si può mantenere la buona funzione epatica con lapacho, boldo, cardo mariano o carciofo. Considerato che il fegato lavora durante la notte è raccomandabile assumere l’ultima dose prima di coricarsi.
All‘ inizio 3 x 2, più tardi 3 x 1 capsule con molta acqua